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Torna alla homepage Convegno 23 marzo 2001 - atti

Gestione della lepre in provincia di Siena

G. Sammuri
Servizio Risorse Faunistiche della Provincia di Siena

In provincia di Siena la lepre è specie in indirizzo, sia per gli istituti pubblici, che sono le zone di ripopolamento e cattura, sia per quelli privati, che sono le aziende faunistico venatorie. Quello che adesso vi dirò parte dalla considerazione che quello che si fa in questi due tipi di strutture, diventa la base per la presenza e la gestione della lepre in tutto il territorio.

Un primo punto fondamentale è il monitoraggio delle popolazioni, che noi facciamo attraverso dei censimenti notturni con stime di densità. Questi censimenti vengono fatti da due operatori con fari da cento watt, che illuminano una data superficie e muniti di binocoli su macchina scoperta contano le lepri che vengono avvistate. Calcolando il rapporto tra la superficie illuminata (che è nota)e quella dell'intera struttura, oltre al numero di lepri osservate, si ottiene la stima della densità. Ovviamente, per fare bene i censimenti della lepre, questi vanno eseguiti quando la vegetazione è molto bassa, perché altrimenti molte lepri possono sfuggire all'osservazione alterando i dati delle stime.

Nelle zone di ripopolamento e cattura i censimenti vengono fatti nel tardo autunno, novembre-dicembre, prima delle catture. Nelle aziende faunistico venatorie invece vengono fatti nel tardo inverno, febbraio marzo, al termine della stagione venatoria.

Ogni anno i censimenti vengono fatti in tutte le strutture, che siano esse i zone di ripopolamento od aziende faunistico venatorie. Nelle zone di ripopolamento e cattura sono fatti dai tecnici degli ATC; nelle aziende faunistico venatorie, invece, sono fatte a cura del concessionario ogni anno e, sul 50%, ad anni alterni, dai tecnici della Provincia.

Quindi, in pratica, ogni azienda, un anno si e un anno no, viene controllata direttamente dai nostri tecnici. Questo poi ha un'importanza fondamentale per il rinnovo della concessione,.perché va raggiunta la densità minima di 10 capi per 100 ettari, ai sensi della delibera del Consiglio Regionale 292 del 1994.

Ci sono delle indicazioni gestionali generali, che sono state portate avanti sia nel piano faunistico approvato nel '95, che in quello approvato recentemente.

La prima è il divieto d'immissioni di capi di provenienza extra provinciale. In pratica in provincia di Siena non si immettono capi che provengono da altre zone, ma si spostano soltanto quelli che già sono presenti all'interno del territorio. Ovviamente questo aiuta a prevenire problemi sanitari. L'immissione di capi di provenienza locale è comunque subordinata all'autorizzazione dell'Amministrazione provinciale.

Altra pietra miliare sono i miglioramenti ambientali, che sono la base per avere delle popolazioni selvatiche consistenti di lepri, soprattutto negli istituti, quindi nelle zone di ripopolamento e cattura e nelle aziende faunistico venatorie e vengono fatti attraverso l'aumento delle diversità dei seminativi. Un esempio è quello della trasemina, cioè la semina di una leguminosa all'interno di un cereale a semina autunnale per aumentare la diversità dei seminativi. Poi ripristino di siepi, creazione di punti di abbeverata e molti altri miglioramenti ambientali, che indubbiamente sono decisivi per la densità delle popolazioni.

Altro aspetto fondamentale è il controllo dei predatori, soprattutto nelle strutture. Per le volpi viene fatto abbattimenti col sistema della battuta con cani nel periodo 1 febbraio al 31 marzo, alla tana dal 1 aprile al 31 luglio e notturno con il faro ed arma con ottica appropriata in ogni periodo dell'anno. Per quanto riguarda i corvidi, che hanno un' incidenza bassa di predazione sulla lepre, perché principalmente esercitano questa attività sui nidiacei e sulle uova, il contenimento numerico viene fatto attraverso una cattura mediante trappole nel periodo dal 1 febbraio al 31 agosto, per incidere prevalentemente sulla popolazione che si riproduce.

La figura 1 mostra i dati sulle cornacchie catturate in provincia di Siena nel '99, suddivise per diverse classi di età.

Fig 1: Cornacchie catturate nel 1999 in provincia di Siena
N° LARSEN N° NASSE N° adulti M N° giovani M N° adulti F N° giovani F N° piccoli Tot. M Tot. F Tot. A Tot. G Tot.
98 9 828 353 828 349 217 1181 1177 1656 702 2575

La figura 2 mostra i dati sulle gazze catturate nel 1999,per un totale di 4554.

Fig 2: Gazze catturate nel 1999 in provincia di Siena
N°LARSEN N° adulti M N° giovani M N° adulti F N° giovani F N° piccoli Totale M Totale F Totale A Totale G Totale
111 1270 740 1267 787 500 2010 2054 2537 1527 4564

Per quanto riguarda invece le volpi (fig 3) nel '99, in battuta, sono state abbattute 558, ripartite fra tre strutture, aziende faunistico venatorie 193, zone di ripopolamento e cattura 366 e zone di rispetto venatorio 159. Abbattute alla tana sono state 70 e invece abbattute di notte con il faro 181: per un totale provinciale di 809.

Fig. 3
Volpi abbattute in battuta nel 1999
Tipo Istituto N° adulti m N° adulti f N° cuccioli N° adulti Totale
TOT AFV 48 55 30 103 133
TOT ZRC 105 95 66 200 266
TOT ZRV 60 60 39 120 159
TOTALE         558
 
Volpi abbattute alla tana nel 1999
Tipo Istituto N° adulti m N° adulti f N° cuccioli N° adulti Totale
TOT AFV 3 9 23 12 35
TOT ZRC 1 4 22 5 27
TOT ZRV 1 2 5 3 8
TOTALE         70
 
Volpi abbattute all'aspetto nel 1999
  N° adulti m N° adulti f N° cuccioli N° adulti Totale
TOTALE 44 49 88 93 181
TOTALE GENERALE         809

La fig.4 mostra i dati delle catture di Lepri nella provincia di Siena. Da un picco del '75: (1587 lepri catturate), si era progressivamente scesi, con fasi alterne, (addirittura nell''81 non si era catturato), a numeri molto bassi. Poi la ripresa dal 1990. Invece, nell'ultimo decennio, i dati sono decisamente più positivi perché si passa dalle 610 lepri catturate nel '91, alle 1077 catturate quest'anno, in 42 zone di ripopolamento e cattura con, 2,3 lepri catturate per ogni cento ettari. Comincia a essere una situazione accettabile, anche se ancora non ottimale, ma che comunque fa si che si ottenga una media di cattura di circa 25,6 lepri a zona di ripopolamento.

Fig.4 Catture di Lepri nelle ZRC della Provincia di Siena
Anno Z.R.C. Superficie totale Z.R.C. Lepri Densità lepri
1965 14 11,965 809 6.8
1966 14 11,965 1,002 8.4
1967 14 11,925 1,040 8.7
1968 14 11,925 1,168 9.8
1969 14 11,925 1,377 11.5
1970 14 12,075 1,482 12.3
1971 14 12,469 1,062 8.5
1972 14 13,329 1,271 9.5
1973 15 13,999 1,005 7.2
1974 15 13,999 1,395 10.0
1975 17 15,185 1,587 10.5
1976 18 15,620 990 6.3
1977 19 16,335 655 4.0
1978 20 16,717 535 3.2
1979 21 16,114 282 1.8
1980 30 22,626 282 1.2
1981 30 22,626 0 0.0
1982 62 45,123 209 0.5
1983 61 45,602 247 0.5
1984 63 47,930 315 0.7
1985 60 46,572 278 0.6
1986 60 46,878 625 1.3
1987 58 49,067 605 1.2
1988 53 45,075 593 1.3
1989 52 44,526 519 1.2
1990 54 45,592 466 1.0
1991 52 45,042 610 1.4
1992 54 46,154 677 1.5
1993 49 42,506 804 1.9
1994 49 43,720 758 1.7
1995 48 51,813 628 1.2
1996 44 48,649 634 1.3
1997 41 45,658 662 1.4
1998 41 45,658 906 2.0
1999 42 46,487 899 1.9
2000 42 46,487 994 2.1
2001 42 46,487 1077 2.3

La fig. 5 mostra i dati sui censimenti nelle aziende faunistico-venatorie nel febbraio del 2000, divisi per ATC. Sono evidenziate le aziende faunistico venatorie che superano la soglia minima, determinata dalla Regione Toscana nella delibera 292, e cioè dieci capi per cento ettari. Ci sono delle densità assolutamente straordinarie soprattutto 89 capi per cento ettari di lepre è una densità che difficilmente si riscontra. Però ci sono anche altri dati abbastanza interessanti: 37, 23, 23, 23, 13, 22...

Fig 5: Dati sui censimenti e nelle Aziende Faunistico-Venatorie della provincia di Siena (Febbraio 2000)
ATC Sup. Az. Sup. aperte Sup. ill. Lepre Capi
avvistati
Cons. Dens.
19 1 704.68 704.68 565.23 503 627 89.0
18 2 530.57 424.72 190.00 88 197 37.1
18 3 703.15 473.81 144.49 51 167 23.8
18 4 568.87 332.38 102.07 41 134 23.5
17 5 1028.80 350.18 91.61 62 237 23.0
19 6 837.15 760.37 422.32 136 116 13.9
17 7 710.20 361.19 166.24 73 159 22.3
17 8 796.67 582.59 179.38 47 153 19.2
18 9 884.90 713.97 241.21 53 157 17.7
17 10 1082.13 778.58 438.97 108 192 17.7
18 11 700.17 452.97 212.22 56 120 17.1
18 12 513.27 428.02 236.21 47 85 16.6
18 13 1018.94 721.96 328.09 76 167 16.4
17 14 789.48 619.44 175.99 33 116 14.7
18 15 1367.10 930.12 339.10 82 204 15.0
19 16 1087.96 845.38 273.32 47 145 13.4
18 17 537.03 151.48 84.72 38 68 12.7
19 18 591.68 312.70 147.46 31 66 11.1
18 19 433.61 225.14 200.20 38 43 9.9
18 20 615.99 372.48 233.33 26 42 6.7
18 21 1091.03 355.99 111.57 21 67 6.1
18 22 657.27 486.93 228.94 16 34 5.2
17 23 656.00 224.86 122.67 8 15 2.2

La fig.6 mostra invece le stime fatte nel 2001. Qui troviamo in un'azienda addirittura: 109 lepri per 100 ettari, quindi più di una lepre a ettaro. In questo censimento dove, in pratica, si illuminano 565 ettari, in una sera sono state contate 657 lepri.

In conclusione la consistenze presenza delle Lepri sul territorio provinciale è il frutto di una serie di interventi che hanno al Centro le strutture pubbliche e private e si tratta di metodologia esportabili in molte realtà italiane.

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