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Torna alla homepage Convegno 23 marzo 2001 - atti

Performance riproduttive della lepre allevata in cattività a fini di ripopolamento faunistico-venatorio

G. Fichi
Dipartimento di Produzioni Animali
Università degli Studi di Pisa

Il ruolo del Centro Pubblico di produzione di Montalto è quello di produrre un congruo numero di lepri da immettere sul territorio. Il Dipartimento di produzione animale ha cominciato dal 1993 la collaborazione con il Centro pubblico. Al momento in cui la collaborazione è iniziata, c'erano grossi problemi di enterite, per cui il primo intervento che è stato effettuato è stato quello di controllare il mangime.

Per quanto riguarda il mangime c'è stato diversi mangimi, con un diverso tenore in fibra e in proteina. I risultati dati dai mangimi sono stati pressoché identici, sia per quanto riguardava i mangimi un po' arricchiti, che andavano da un 16% a un 18% che quelli di proteina. L'importante infatti è soprattutto infatti la carica batterica e la presenza di micro tossine, che influisce sulla qualità del mangime, per quanto riguarda le lepri.

L'altro punto importante per valutare se il Centro pubblico di produzione è funzionale, se ha una produzione, è quello di costatare la mortalità all'interno del Centro, in quanto dal rilevamento della lepre è uno dei problemi maggiori. Per cui sono stati presi in considerazione le produzioni negli anni che vanno dal 1993 al 2000.

Per quanto riguarda le produzioni, il numero di coppie, come diceva già il signor Cappelli, si è attestato su un numero di 150 coppie. Soltanto nel '99 si è cercato di aumentare il parco riproduttori, anche se a causa appunto di un attacco di E.B.H.S. abbiamo avuto una diminuzione, per cui sono ritornati su 177 coppie, che ora stanno riaumentando.

Per quanto riguarda invece i nati, durante questi otto anni c'è stata una media di 1298 nati annua e i capi conferiti sono stati 744 annui.

Dicevamo: abbiamo preso in considerazione però soprattutto la mortalità. La mortalità è stata analizzata dapprima nei due periodi di allevamento, pre svezzamento e post svezzamento. La mortalità di svezzamento è quella che maggiormente influisce sulla mortalità totale. Infatti con una mortalità media del 21%, essere stata del 5%, per cui è anche molto varia da anno a anno, non si mantiene costante. Cosa che invece non avviene con la mortalità post svezzamento. La mortalità post svezzamento che si mantiene su livelli più bassi, si oltre a... fino ad avere una media sfumante, sui livelli più bassi del 10%, ha anche un andamento più costante rispetto a quella che era la mortalità pre svezzamento.

Questo va ad incidere poi sulla mortalità totale. Come si può vedere da questo grafico infatti l'andamento della mortalità totale va ricercato nella mortalità pre svezzamento, mentre la mortalità post svezzamento si mantiene pressoché costante, con oscillazioni anche inferiori rispetto a quella che si chiama mortalità pre svezzamento. Abbiamo analizzato però maggiormente in dettaglio le mortalità, suddividendo ulteriormente i periodi di allevamento, per cui abbiamo preso in considerazione la mortalità perinatale, ovvero considerata la mortalità entro il primo giorno dopo la nascita. La mortalità pre svezzamento, che comprende anche la mortalità perinatale, la mortalità post svezzamento, inteso il periodo di stazionamento nelle gabbie e infine la mortalità in semilibertà, ovvero l'interruzione nei recinti di ambientamento.

Come vedete anche in questo caso, è sempre la mortalità in presvezzamento che influisce maggiormente sull'andamento poi della mortalità totale. Per quanto riguarda la mortalità in semilibertà, vedete, la linea gialla si mantiene pressoché costante e è influenzata soprattutto da predazione.

Per quanto riguarda la mortalità invece perinatale essa risente soprattutto dell'andamento stagionale: infatti da questa rosa è alta soltanto nel 1995, in cui la primavera è stata piuttosto rigida, per cui i leprotti ne hanno risentito di questo avvenimento notturno dopo la nascita. La mortalità totale comunque nel complesso ha seguito quello che è un trend decrescente, andando in diminuzione.

L'altro fattore che ci può dare un'idea di quello che è l'andamento di un Centro di produzione è naturalmente la produzione di lepri e quindi il numero di parti, i nati per coppia feconda e il numero dei nati per parto.

Per quanto riguarda la produzione media annua, più che i nati per parto infatti è interessante soffermarci sulla produzione di capi per femmina. Questa si attesta su valori per i capi prodotti per coppia elevata su 5,3 di media, mentre per capi prodotti il 7,3. In letteratura, i dati riportati dai francesi corrispondono a queste produzioni, per cui anche questo è un dato che ci può far giudicare bene comunque la produzione all'interno del Centro.

Per quanto riguarda il lucido, si riferisce soltanto al quinquennio '92-'97, in cui le ricerche sono state più approfondite, dal '97 in poi i dati sono ancora in corso di elaborazione. Mentre al proprio interno sono state analizzate in maniera più specifica, per cui abbiamo i nati per coppia e i nati per parto.

Per quanto riguarda i nati per coppia abbiamo una media di 9,54, i nati per coppia feconda: coppia feconda si intendono le coppie che hanno partorito almeno una volta nella stagione riproduttiva, altrimenti passano alle sterili e vengono allontanate dal Centro. I parti per coppia sono stati proprio l'8,5 di media, mentre i nati per parto il 2,05, come vedevamo dai lucidi di prima del professore, che corrispondono poi a quella che è la media caratteristica della lepre in natura.

Abbiamo preso in considerazione anche quella che è la percentuale di sterilità all'interno del Centro, in quanto questo è uno di quegli altri fattori, diciamo, con la mortalità che può abbassare notevolmente la produzione del Centro pubblico di produzione.

Per quanto riguarda la media mensile di coppie fertili, questa ha a un andamento in crescita: come vedete è passata da un 37,94 a un 50,67 dal '93 al '97. La percentuale di sterilità invece si è mantenuta costante. L'andamento della curva, anche se [bassa], tra il '95 e il '96, è legato al particolare menagement in quanto sono state mantenute nel '95 alcune coppie sterili, per provare a influire su di esse e poi sono state tolte l'anno successivo, per cui hanno inciso poi sulla percentuale di coppie sterili, che abbiamo eliminato l'anno successivo. E ad ogni modo i dati che abbiamo in letteratura sulla sterilità vanno da un 12 a un 50%, per cui la nostra percentuale di sterilità si mantiene piuttosto bassa, in quanto ha una media del 16%, per cui sono dati anche questi molto soddisfacenti.

Abbiamo poi preso in considerazione un altro fatto che comunque può influire sulla produzione, che è la percentuale di parti, di parti plurimi, ovvero parti unici, bigemini, trigemini, quadrigemini, pentagemini e esagemini, ovvero il parto da uno a sei leprotti.

Anche in questo caso vedete che i parti unici vanno lentamente diminuendo e, al contrario, vanno aumentando quelli che sono i parti plurimi, soprattutto i pentagemini e i quadrigemini. Gli altri sono pressoché costanti. Questo è sicuramente influenzato da un buon management dell'allevamento che può influire poi quindi anche sulla capacità riproduttiva e sulla fecondità della lepre.

E per questo abbiamo preso in considerazione un'altra caratteristica della lepre, che è la superfetazione, come questa può influenzare in positivo sulla produzione, riuscendo a portare certamente avanti due gestazioni in due periodi diversi dalla gestazione, permette di accorciare i periodi interparto e quindi permette di avere maggiori parti all'interno della struttura riproduttiva.

Per quanto riguarda il numero di parti nei tre anni di tenuta del [.] ovvero [.] due anni in tre anni, vedete che il numero tende ad aumentare, quindi si ha una caratteristica fisica delle lepri, per cui è bene tenere le lepri fino a tre anni in cui c'è il periodo maggiormente riproduttivo.

Per quanto riguarda invece la percentuale di superfetazione, a noi dai dati rilevati dalle tecniche è risultata una percentuale del 40%. Ora, abbiamo visto che la percentuale può andare da un 30 [a un 80%], una percentuale del 40% può esser ritenuta soddisfacente all'interno di un allevamento in cui la lepre viene allevata in cattività.

Per concludere dobbiamo dire quindi che il maggior problema di un allevamento delle lepri è sicuramente la mortalità in periodo pre svezzamento, che è il punto su cui maggiormente noi dovremmo confrontarci e nel Centro di Civitella sicuramente ha permesso una buon studio in quanto i dati in letteratura sulla lepre non sono tantissimi, soprattutto sulla lepre allevata in cattività: nel Centro noi abbiamo allevato in cattività sia il gruppo misto, quindi gabbia più recindo.

In questo caso quindi il Centro è una fonte di informazioni sia sulla biologia, sia sulla fisiologia, sia sulle caratteristiche riproduttive della lepre, per cui è sicuramente una nicchia da cui possiamo attingere maggiormente per avere conoscenze su questo animale. Oltretutto la lepre qui del Centro di Civitella Paganico ha comunque prodotto durante questi otto anni 5955 [concapi] che sono stati conferiti ai tre ATC. Quindi [mi sembra] un buon risultato.

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