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Torna alla homepage Convegno 23 marzo 2001 - atti

La gestione della delega del C.P.P.S. "Montalto"

Emilio Cappelli
Responsabile Gestione C.P.P.S. "Montalto"

Il mio sarà un intervento breve, incentrato sugli scopi che hanno portato alla nascita del Centro, con una sintetica descrizione delle strutture che lo compongono, ed una breve illustrazione sulle modalità di allevamento e di gestione.

Il Centro Pubblico di Produzione Selvaggina "Montalto" è nato come idea nei primi anni ottanta per cercare l'alternativa, anche dal punto di vista economico, al ripopolamento del nostro territorio con lepri provenienti da un mercato della selvaggina non più in grado di fornire reali garanzie sulla qualità, la salute e la prolificità dei soggetti acquistati.

Fu l'Associazione Intercomunale n. 28 "Area Grossetana" a promuovere questa iniziativa presso la Regione Toscana, avendo individuato, non a caso, nel territorio del Comune di Civitella Paganico un ambiente certamente favorevole alle condizioni di allevamento della lepre.

La zona collinare in cui si trova la località Montalto, in agro di Civitella M.ma, nei terreni di proprietà dell'Amministrazione degli Usi Civici di Civitella, è caratterizzata da una bassissima densità di insediamenti abitativi e produttivi non agricoli, ha giacitura declive e si presenta per gran parte coperta da rada vegetazione boschiva, alternata ad ex coltivi o pascoli non più oggetto di regolari pratiche colturali.

L'habitat è quello maggiormente adatto alla vita della lepre, che vi trova buone possibilità di approvvigionamento alimentare quasi tutto l'anno, per la presenza di una vegetazione ricca di essenze e per condizioni climatiche piuttosto miti. Di queste caratteristiche ambientali è stato tenuto debitamente conto durante la fase di progettazione dell'impianto, mantenendole, per quanto possibile, inalterate e comunque prevedendo di integrarle, per un miglior approvvigionamento alimentare dentro i recinti di ambientamento, con interventi colturali molto modesti, coerentemente con quelli che sono gli scopi prefissati.

Infatti, lo scopo principale della nascita del Centro per l'allevamento della lepre allo stato semi naturale, è stato quello di produrre lepri perfettamente ambientate e con caratteri di selvaticità sufficienti per essere immesse con esito positivo sul territorio libero della Provincia di Grosseto.

Le strutture del C.P.P.S. occupano un'area complessiva di 13,5 ettari di cui 9 completamente recintati, e 4,5 ettari circa occupati dalle infrastrutture, quali la strada di accesso, il piazzale di sosta e campi abitualmente coltivati a cereali o ad erbaio per l'alimentazione degli animali in gabbia.

Nella costruzione della struttura particolare attenzione è stata dedicata ai sistemi di difesa e di tranquillità degli animali. La recinzione perimetrale alta due metri è caratterizzata da elementi che non consentono l'ingresso di predatori dall'esterno, con una doppia rete basale alta un metro, ancorata ad un cordolo cementizio, integrata con fili elettrificati su due diverse altezze, che impedisce il passaggio ai predatori anche molto piccolo. Superiormente è provvista di una rete "antigatto" ricurva verso l'esterno con angolatura di 45°.

L'interno del Centro comprende comprende quattro aree:

La prima area è quella che comprende il fabbricato adibito ad ufficio.

La seconda area è quella dei parchetti dei riproduttori, composta da sei diversi gruppi di gabbie; i gruppi sono posti a distanza di 20-30 m. l'uno dall'altro e ciacun gruppo è recintato ed esposto frontalmente verso Est, al riparo dai venti. Molte delle gabbie utilizzate nel Centro sono del tipo GIB-TRAP, ampiamente sperimentate per la lepre, ed in parte sono state costruite da un artigiano locale su nostra progettazione. Queste ultime sono state realizzate in modo da eliminare alcuni piccoli inconvenienti riscontrati in quelle del tipo GIB-TRAP e per contenere i costi di acquisto. All'interno dei recinti le gabbie vengono disposte in file lungo i ripiani a terrazzo ed ospitano in ciascun scomparto una coppia di riproduttori. L'approvvigionamento idrico è garantito con acqua per uso potabile proveniente dall'acquedotto comunale, adottando un sistema caratterizzato da serbatoi indipendenti per ciascuna fila, in modo da ridurre la pressione idrica sulla rete (fonte di stress per gli animali) e dividere ogni gruppo in più settori con possibilità di intervenire con trattamenti sanitari preventivi e curativi in modo selettivo, eliminando quelli generalizzati.

La terza area è quella che comprende il fabbricato adibito a rimessa attrezzi e magazzino. Infatti, il Centro è dotato di tutte le attrezzature necessarie al proprio fabbisogno sia per le coltivazioni, che per le manutenzioni delle strutture e soltanto per particolari opere viene fatto ricorso alla mano d'opera esterna. Ciò ci consente, oltre che a contenere i costi di gestione, ad evitare l'accesso al Centro a persone estranee, possibili veicoli di malattie infettive ed infestive.

La quarta area è quella dei recinti di ambientamento. Quest'ultima ha una superficie di circa 7 Ha ed è la più importante ai fini qualitativi della produzione. E' stata predisposta, mediante modesti interventi di ripristino ambientale, mantenendo gli appezzamenti che vi ricadono con vegetazione spontanea e cespugli, alternati a piccole aree coltivate con essenze tipiche della nostra provincia (avena, orzo, grano, mais, girasole, sorgo ed erbai di medica e lupinella). L'area è suddivisa in 11 recinti delle dimensioni di 6000 mq. circa ciascuno, che vengono utilizzati a rotazione. In ciascuno dei recinti vengono immesse al massimo 25 lepri, che hanno quindi a disposizione una superfice utile cadauna pari a poco meno di 250 mq. Inoltre, gli 11 recinti di ambientamento vengono suddivisi in due gruppi e ciascun gruppo viene utilizzato ad anni alterni. Ciò ci consente di avere disponibili ogni anno cinque o sei nuovi recinti rimasti a riposo l'anno precedente. Altro importante accorgimento adottato nella suddivisione "dell'area di ambientamento" è stato quello di far coincidere almeno un lato di ogni recinto con la recinzione perimetrale esterna, in modo da consentire alle lepri che vi vengono immesse di avere i primi contatti, seppur indirettamente, con i numerosi predatori presenti all'esterno dell'allevamento.

Per quanto riguarda la fase di allevamento farò una breve sintesi, visto che dopo di me meglio focalizzerà l'argomento il dr. Fichi.

La rimonta interna ci consente di tenere i riproduttori in gabbia per un tempo variabile da una a tre stagioni riproduttive, a seconda delle caratteristiche di prolificità dei soggetti, dopodiché una volta trascorso un sufficiente periodo di permanenza nei recinti di ambientamento, vengono anch'essi liberati nel territorio, ancora in ottime condizioni per riprodursi in ambiente libero.

I leprotti nati rimangono nelle gabbie con i riproduttori fino all'età di 25 giorni, quindi vengono immessi in numero di tre, quattro soggetti nelle gabbie di svezzamento, dove rimangono fino all'età di 60-70 giorni, per poi essere immessi nei recinti di ambientamento.

La cattura delle lepri immesse nei recinti di ambientamento avviene dopo che le stesse vi sono rimaste per circa quindici, venti giorni. Necessaria, per l'operazione di cattura, è la collaborazione delle persone delegate dagli ATC a ritirare gli animali; è infatti con il loro ausilio che, tramite battuta del terreno, questi vengono spinti nelle apposite reti e catturati. Le catture sono le uniche operazioni per le quali dobbiamo ricorrere alla collaborazione esterna, perché la tipologia del terreno e la selvaticità acquisita dalle lepri nel periodo di ambientamento non consentirebbe altro modo di operare.

E' comunque da sottolineare che il consentire la partecipazione di persone estranee al Centro alle operazioni di cattura, sebbene in contrasto con le più elementari norme di prevenzione sanitaria di ogni allevamento, ha il suo aspetto positivo nel consentire agli stessi, che poi sono sempre coloro a cui vengono conferiti gli animali catturati, di verificarne direttamente la qualità.

A partire dall'annata agraria in corso i dati relativi alle produzioni saranno informatizzati e divulgati su una apposita pagina aperta sul sito internet del Comune di Civitella Paganico.

Per quanto riguarda la produttività del Centro, le esperienze maturate nel corso degli anni ci hanno consentito di stabilire che il C.P.P.S. "Montalto" ha una potenzialità ottimale di circa 170-200 coppie di riproduttori, (inizio produzione), con la presenza di un carico medio annuo di circa 130-160 coppie.

Come già detto, infatti, l'attività ha avuto inizio nel 1987 con 10 coppie, salite a 37 l'anno successivo e poi aumentate gradatamente nel corso degli anni, fino a raggiungere nel 1997 il numero di 156. Incoraggiati dagli ottimi risultati ottenuti in quell'anno, con 1040 lepri conferite, e vista anche la disponibilità di recinti di ambientamento, nel 1998 abbiamo dato attuazione al progetto di potenziamento del Centro e nel mese di ottobre, mantenendo in allevamento le lepri che risultavano più adatte ad intraprendere la carriera riproduttiva a scapito di parte della riproduzione destinata al ripopolamento, abbiamo aumentato le coppie di riproduttori fino a 288.

Nel successivo mese di dicembre, per cause non accertate, è insorto un focolaio di malattia E.B.H.S. che ha decimato i riproduttori, compromesso la stagione produttiva 1999 ed influenzato negativamente quella 2000 per la scarsa possibilità di selezione dei riproduttori.

Così che nel 2000 siamo tornati al numero iniziale di 177 coppie, (142 media annua), ottenendo una produzione di 856 lepri, delle quali 818 conferite e 38 lasciate per incrementare le coppie in riproduzione per l'anno 2001. Quest'anno abbiamo iniziato la stagione con 196 coppie.

La profilassi sanitaria viene effettuata tramite la disinfestazione a calendario delle gabbie con sali quaternari di ammonio o disinfestanti equipollenti. Trattamenti con antibiotici, anticoccidici e vaccini, vengono programmati ed effettuati soltanto in caso di effettiva necessità su richiesta e controllo del Dipartimento di Patologia Animale dell'Università di Pisa, con il quale dal 1999 è stato instaurato un rapporto di collaborazione per lo studio sulle malattie della lepre ed in particolare sull'evoluzione dell'E.B.H.S.

Nel Centro è inoltre in corso dal gennaio 1992 una collaborazione con il Dipartimento di Produzione Animali dell'Università di Pisa per uno studio sull'alimentazione delle lepri allevate in cattività. In questi anni, a conferma dell'interesse scientifico, il Centro è stato oggetto di diversi studi fra cui una tesi di laurea del dr. Nelli Gilberto e diverse pubblicazioni.

Chiudo questo mio intervento con un breve cenno sulla questione: alla gestione del C.P.P.S., fin dalla sua materiale realizzazione, molto ha contribuito il Comune di Civitella Paganico, prendendosi carico fino al 26 giugno 1997, di tutte le operazioni legate alla direzione del Centro e non solo. In pratica, il ruolo sia dell'Ass.ne Intercomunale n. 28 che dell'Amministrazione Provinciale di Grosseto, in quel periodo ben definito, oltre alla supervisione dei lavori eseguiti, è stato quello di provvedere all'approvazione dei progetti finalizzati per la richiesta di finanziamento alla Regione, alla tenuta della contabilità con le relative liquidazioni ed alla preparazione dei piani di immissione sul territorio libero della selvaggina prodotta. Tutto il resto della gestione, indirizzi di programma e progettazioni comprese, è stato curato dalla Amministrazione Comunale di Civitella Paganico che, per un certo periodo di tempo, per mantenere vivo il Centro, per impellenti necessità che presentava l'allevamento, ha operato anche assumendosi responsabilità non proprie.

La conduzione manuale invece è sempre stata appaltata a Ditte private. Dal 26 giugno 1997, con atto di convenzione, l'Amministrazione Provinciale ha affidato l'intera gestione al Comune di Civitella Paganico, e pertanto, attualmente, il sottoscritto oltre ad essere incaricato dell'organizzazione del C.P.P.S. si trova a gestirne anche la parte amministrativa. Devo dire, però, in proposito, con estrema franchezza che, ad alleviare il mio maggiore impegno, molto ha contribuito Fabio Vannucci, titolare dell'omonima Ditta attualmente incaricata della conduzione manuale del Centro Pubblico, la serietà e la responsabilità del quale mi hanno consentito di distogliermi da alcune fasi della gestione dell'allevamento, per dedicarmi con maggiore assiduità alla parte amministrativa.

Per finire lascio a voi, che ringrazio per essere intervenuti, il giudizio finale sull'operato che in questi anni abbiamo svolto, credo, nell'interesse della collettività.

Ultima cosa, poi ho veramente finito. In questa occasione non posso esimermi dal ricordare due persone che, purtroppo, non sono più con noi: Fosco Monaci e Pasquale Della Monica, entrambi amministratori del Comune negli anni '80, Sindaco il primo, Assessore il secondo, che, con il loro operato, hanno contribuito in modo determinante alla realizzazione del Centro.

Di nuovo, grazie a tutti.

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