Torna alla homepage
Torna alla homepage Centro Pubblico Produzione Selvaggina "Montalto"
Allevamento Collaborazioni esterne Convegni Contatti Ringraziamenti Links
Torna alla homepage Convegno 23 marzo 2001 - atti

Appendice

Oh, ma quale vecchio! La vecchiaia … la vecchiaia non esiste!

Unito. Eh!, 'nsomma! Per ora ci si può contenta', come vecchiaia: gli anni ci so', però…

Diciamo che li portate bene: non per farvi un complimento, però, insomma…

Unito. Ci si contenta, ma ci so'

Avete fatto una vita sana, a contatto con la natura…

Cipriano. … tutte le mattine e tutte le sere s'andava al Cornacchiaio e poi si tornava a piedi: si partiva di qui…

Unito. … vedi quel campo laggiù!, quello che si vede che c'è quel macchioncello, questa piaggetta in questa direzione: s'andava laggiù. Ci s'aveva 'l casotto laggiù…

Cipriano. … tutti i giorni!

U. Tutti i giorni e la sera si tornava.

C. Perché ci s'aveva le pecore, ci s'aveva le bestie vaccine, ci s'aveva i maiali e allora noi tutto in un giorno…

U. … a piedi, allora…

C. … domenica, Pasqua, Natale 'n c'era … si faceva un po' … quand'eramo … 'l cambio, fra 'l mi' poro babbo, lui, la domenica, la sera ci andava 'l mi' babbo, ci faceva fa' festa.

U. La domenica sera 'l mi' babbo ci andava sempre lui, eh!, a noi ci faceva fa' festa …

C. … eh 'nsomma… 'nsomma s'è fatto una vita … non ne parliamo, non ne parliamo perché …

U. S'è lavorato quant'e disperati: si stava bene, però, eh!

C. Poi 'l mangia'. Quando faceva le polpette, la mi pora mamma, di patate io co' la corteccia e basta ci mangiavo una fetta di pane.

U. Io un salcicciolo … perché io so' stato - anche lui, eh! - parecchio d'appetito: io prendevo un panetto di pane la mattina … lo coceva la mi' mamma … du' chili erano eh! … cor un salcicciottino, io lo mangiavo tutto…

C. … e due o tre fichi secchi: ci s'aveva le focaie, si seccava ' fichi da noi …

U. Una tascata di fichi secchi e poi, 'gni tanto, pe' la strada, ne mangiavo uno: quando arrivavo a le dodici c'era 'l pane solo o ci mancava poco. Ci s'aveva l'olio. La robba s'aveva tutta, eh!

C. … polli, coniglioli, papere, 'l maiale, se n'ammazzava anche due (ride).

Cosa ha rappresentato la caccia negli anni della vostra gioventù, e poi anche in seguito. La caccia è un aspetto non secondario di questa nostra terra. Essa interessa molte famiglie e molti individui. C'è un modo individuale e uno collettivo di fare caccia. Proviamo a descrivere il mondo della caccia a Civitella, partendo dalla vostra esperienza. A quale età avete cominciato a cacciare e da chi avete appreso la caccia?

C. noi due s'era…

U. … in casa di cacciatori: quasi una famiglia di cacciatori, perché erano quattro fratelli … come 'l mi' babbo un c'erano … un passionista di quelli …

C. Siccome allora le famiglie erano numerose e c'era tanta miseria, tanta c'era, al tempo del mi' poro babbo quand'era giovane lui: allora 'l mi' poro nonno, che sarebbe stato 'l su' babbo, diceva: "in una famiglia c'è bisogno di tutto: ci vòle anche 'l cacciatore". Allora, quando era aperto le cacce, 'l mi' babbo doveva 'nda' a caccia, perché ricuperava l'animali, ammazzava … , 'nsomma, con una passione tradizionale de' vecchi, aveva la passiona al colombaccio, a tutto. Lui era il primogenito di questa famiglia e più era cacciatore. Cacciatore proprio di stirpe. E allora di lì s'è principiato noi: lui un po' dopo; io un pochino prima. Allora noi s'aveva sempre i cani da caccia, però non è come ora: i cani stavano sciolti pel paese, venivano a mangia' sotto 'l tavolino, si tenevano quando si mangiava; poi arrivò a un certo punto, - c'è sempre stata la gelosia fra cacciatori -, s'ammazzava ' cani pel paese tramite polpetta avvelenata. Siccome c'era de le riserve qui intorno, allora ' riservisti per tenessi lontani da' poveri, da' cacciatori, addirittura avvelenavano pecore intere. Quando moriva una pecora, ci mettevano la strichinina, come scioglievi 'l cane la pecora si sentiva da lontano: andavano, mangiavano questa pecora e moriva. Le cornacchie, che c'erano così anche allora, gazzere, volpi, martore, faine, donnole, tutti questi animali morivano su queste bestie avvelenate. Oggi sarebbe impossibile ammazzare questi animali. Distruggendo questi animali, veniva fòri 'l bum de la lepre e de' fagiani, ma tanti ne veniva. Io sarei contrario ' ammazza' quello che è per natura. Però andrebbero limitati. La caccia dovrebbe esse' fatta in un modo … : c'è bisogno de le volpi, però in un certo numero, non si può pretende' che le volpi distrugghino tutti quell'altri animali … Poi, altri animali, per esempio il cindiale: 'l cindiale 'ncora distrugge la lepre, 'l fagiano, questi animali qui, capito?, perché 'l fagiano ha 'n odorato incredibile. Ora ti spiego che io ho visto diversi cindialetti, s'erano messi nel recinto di Poldo, erano nel bosco eh!, quando ci sentivano, venivano giù, abituati no!: mentre un cindialino corriva, brun!, si ferma, una grifata 'n terra e tira fòri 'n ombrico: ha 'n odore che … : per esempio, una lepre, che è ferma, 'l cindiale se gli passa a dieci metri la sente, eh! Mentre la lepre piccola un la lente né la volpe, né n'l cane, quelle piccine, come le sente 'l cindiale a testa alta …

U. … è più inferiore l'odorato di un animalino piccolo, eh!

C. Praticamente 'l cinghiale, come 'l cane, vanno a cerca' i tartufi … ha un odore molto più fine.

Riprendiamo dalla tradizione della caccia. Il nonno dice: "c'è bisogno di tutti … "

C. Ripartendo di costì ti dico questo: che tante famiglie, ora si parla di Paganico 'ncora, cacciatori, proprio famosi … Poi, nel fatto economico, è successo questo in questo Comune: parecchie persone addirittura ci si so' fatte bla casa con la caccia. C'era tante riserve. Allora l'operaio, che la mattina andava … faceva un'ora di caccia, ammazzava un fagiano, ammazzava una lepre. Poi andava a lavoro. La sera rifaceva un'antr'ora o due, perché non c'erano limiti di orari … e più iniziavano a fassi la casa, piano piano, insieme alla manodopera: insomma, a quello che guadagnavano con l'opera, facevano quest'integrazione: vendevano questi animali, si so' fatti parecchie case: io parlo di Paganico. Mentre Civitella era più difficile a fa' 'na casa, perché costrui' 'na casa qui è più costosa. C'era famiglie come tipo Brunero, come tipo … tanti, che ci hanno rallevato la famiglia: andavano a caccia proprio con quello scopo lì e basta. Vendevano i tordi, vendevano i merli, vendevano tutto e … Azelio, questi ragazzi, da giovani so'venuti su a forza … l'ha rallevati così la famiglia: non solo questa, ma anche altre famiglie. E così siamo andati avanti fino all'epoca di guerra, di questa guerra '40-'45. Dopo questo ci fu la distruzione totale. Ci fu l'invasione, che io a quel giorno avevo diciassett'anni 'n ci potevo anda'. Allora pigliavo 'l fucile al mi' babbo, la notte, e s'andava a caccia.

La distruzione totale: perché e di che?

C. Perché: dopo passato 'l fronte tutti questi tenutari, Pierazzi, Uzielli, Monteverdi, qui da noi, Pietratonda, Bagnolo … Erano tutte riserve su' duemila ettari e …

E Cabella?

C. No, un c'era Cabella. Cabella l'ha fatta dopo la riserva; Cabella 'n aveva la riserva. Aveva tutto Monte Antico, tutta la proprietà, ma la riserva 'n aveva … Allora, dopo 'l fronte, ci fu un'invasione popolare, fu 'nvaso tutte queste riserve … Ma l'ammazzarono a balle l'animali, capito? Li distrussero.

Perché questa invasione popolare?

C. Perché, quando fu passato 'l fronte, ci fu come una rivolta del popolo contro questi grandi proprietari terrieri, che poi doppo, difatti, ha portato l'Ente Maremma, ha portato tutto.

Dopo il passaggio del fronte le popolazioni, mi pare, si son sentite quasi legittimate …

C. … bravo: quasi legittimate.

… a rivendicare l'uso delle terre e delle cacce e delle bandite: è legittima questa mia sensazione?

C. Difatti siamo stati, col campo de lo Spargi, co' la bandiera rossa, tutto, siamo entrati a la Bandita, ne la proprietà del Pierazzi, come una protesta, come fanno i sindacati quando fanno 'l corteo. Noi si fece questi cortei, s'andò ne le proprietà pe' chiede', pe' grida' che si voleva la terra, ha' capito? Insieme a questo c'era anche il movimento de la caccia. E 'nsomma ne la caccia fu fatto questo. Dopo distrutto tutto, che non c'era più niente, si riorganizzò i cacciatori. Poi, io, siccome ero entrato nella Federazione italiana della caccia, perché allora c'era soltanto quella, non c'era l'ARCI, non c'era niente, che fu ricostituita dopo 'l fronte, con questi terreni, perché si rimase un po' d'anni senza niente. Quando te entri come una valanga e fai una distruzione, si finì lepri, si finì fagiani, si finì tutto. Allora si fece degli accordi, che per tre anni ci si impegnò a rispettagli la riserva, loro facevano lanci, la ricostruivano, pensavano a le guardie, dopo tre anni davano una cacciata a tutto 'l popolo. E, finiti questi tre anni, c'invitarono a caccia, si ricacciò … Poi ripartì l'organizzazione de la caccia: noi cacciatori da una parte e sempre i riservisti, che avevano migliaia e migliaia di etteri, tutti da 'n'antra. Poi siamo arrivati a un momento, c'è stato un'altra riforma, che è oggi, hanno fermato le riserve, l'hanno fatte in un antro modo, hanno fatto le sdrisce, ché anche ora cacciano, eh! …

… anche fuori tempo. Una volta, in certi periodi dell'anno, la caccia era proibita!

C. Una volta … una volta la caccia … , c'era il Ministero dell'Agricoltura e Foreste decideva l'apertura e la chiusura generale e per tutt'Italia, escluso le Alpi. Ne le Alpi c'è sempre stato una cosa speciale. Ma 'nsomma, qui da noi era così. Poi c'è stata questa riforma: tra ' verdi, tra l'ambientalisti, tutto, quello 'n voleva … che poi doppo ha fallito. Ti spiego perché ha fallito. Perché gl'ambientalisti, 'n somma i verdi, che so, nella caccia so' intervenuti in una maniera troppo contro cacciatori. Che hanno fatto? So' partiti, dice: "s'abolisce 'l tiro al volo al piccione, si abolisce 'l tiro al passero, perché un è giusto; s'abolisce richiami": i richiami sarebbero 'l tordo, 'l merlo, il colombaccio tenuti 'n gabbia, co' le gabbie, che distruggano l'animali da fa' paura. Si fa 'na contravvenzione a 'n apparecchino così, registrato e tenuto in tasca. Dopo tutta questa faccenda c'è 'l rigiro, 'n si sa com'è andata, ora ci riè richiami, riè tutto libero. Allora anno, lì a Rifolonia, co' le gabbie, due di coso … di … aiutami …

U. … ' parenti di Gildo, via!

C. Dunque la mattina si mettano lì, con quattro gabbie di tordi, ammazzano novanta tordi, al passo, zin … zin … e s'ammazza tordi; ' colombacci fanno addirittura, anche lì 'n que' boschi che si vede ora, palchi alti dodici metri, co' tubi innocenti, 'l palchetto e poi ci mettano ' richiami, quando vedono 'n branco di colombi … po' … po' e ci prendono trenta, quaranta, - di media, eh! -, quando passa ' colombi, trenta quaranta colombi al giorno, ogni palco, capito?, di media.

È una carneficina!

C. E' una carneficina. Per me è ingiusta. Perché la caccia dovrebbe esse' difesa co' mezzi e co' l'armi: ce n'è anche troppi di mezzi. Ora co' le macchine si va a caccia, dopo un'ora siamo là. Come minimo co' l'armi dev'esse' difesa: perché un animale che viaggia a cento metri se sente … , è la natura, si sente tranquillo -: allora che hanno fatto? Hanno fatto: i fucili co' la prolunga, co' le canne più lunghe, le cartucce magnum, vale a di' che la su' natura 'n gni conta più niente, le buttano da cento metri, vengono giù come cose. Questa è una cosa che è stata esclusa, l'hanno messa da parte, non l'hanno mai voluta capi', capito? L'unica cosa, de la caccia, i giorni di divieto, vanno bene e non vanno bene, perché se c'è un divieto, quando sentono 'l silenzio, l'animali vengono fòri, 'l giorno dopo vengono ammazzati, ma 'nsomma sarebbe la meno, che se … tesserini 'ncora … , non è una cosa … : la cosa più valida pe' la caccia … - io la tratto da sport, eh!, poi se si deve fa' pe' … - sarebbe quella: la limitazione su l'armi. L'armi, lascia fa' le marche che c'è, però per anda' a caccia ci vole 'n certo tipo e dev'esse' quella per tutti. Ora, chi ha ' soldi ha emerso 'n queste cose.

Riprendiamo dalla vostra gioventù, quando la caccia era vissuta come tradizione e come necessità economica. Come sono avvenute le vostre prime esperienze di giovani cacciatori. Ho notato la impazienza tipica dei giovani: "da ragazzi, ancora non ci s'aveva il porto d'armi, la sera si pigliava 'l fucile al mi' babbo e s'andava al balzello".

U. … s'andava col lume de la luna, allora un c'erano ' mezzi, 'n c'erano lampadine, s'andava co' la luna a caccia, capito?

E cosa cacciavi al lume di luna?

U. Più che altro la lepre, il cindiale. Il cindiale però ce n'era pochi. La caccia era lo sport dei poveri. Altri sport 'n si potevano fa': 'n si poteva anda' a Firenze a vede' la partita, 'n s'andava manc' a Grosseto. Allora 'n c'era congelatori: allora cindiale, tordo, si metteva tutto sott'olio.

Quali sono le caratteristiche notturne della lepre?

C. Di notte la lepre pascola, in giro. Allora si po' manda', battendogli le mani. Per esempio, se in un campo c'è tre o quattro vada, ci si mette lì all'appostamento e uno fa co' le mani [batte le palme delle mani], la lepre viene … , come sente batte', viene da la parte opposta e gli si sparava. Se ne chiappava pochine, eh!, perché di notte la lepre è birba. Poi s'incominciò ' andacci ancora co' cani.

Sempre di notte?

C. Sempre di notte; e co' le guardie dietro! C'era anche le guardie! Io ho avuto cinque verbali. Poi s'era fatto già qualche guardia volontaria, questo dopo la guerra.

A quale età avete preso il porto d'armi?

C. A diciotto, col consenso del babbo. A diciassette ci andavo di frodo! Il genitore firmava, per dacci 'l porto d'armi; firmava.

Era consuetudine?

U. Se ci avevi un figliolo passionista era difficile lo contraddisse 'l babbo.

C. Poi 'l porto d'armi però era 'na cosa seria, a quel tempo. Per esempio, la Questura, ' Carabinieri mandavano … , addirittura se ci avevi un nonno che era stato in carcere, non te lo davano. Allora quando te cavavi 'l porto d'armi, lo specchietto doveva esse' pulito, si no non te lo davano. Questo era importante: per la sicurezza. La Questura voleva questo. Poi, al tempo del mi' babbo c'era anche la questione politica. 'l mi babbo, quando tornò da militare, nel '21 …

… ha partecipato alla Grande Guerra?

C. No. La Grande Guerra l'ha fatta una parte del '900, il primo quadrimestre fu chiamato, poi dopo venne l'armistizio. Lui l'ha fatto nel tempo del movimento fascista, a Bologna …

U. … subito ' primi anni, nel '20-'21 …

C. … tutta la rivoluzione fascista …

Nel biennio rosso, praticamente!

C. Si, perché lui … 'l mi poro babbo la storia sua, di quand'era militare ce l'ha raccontata sempre. Allora era a Bologna, in quel periodo, lui parlava del prefetto Mori, tutti, de' movimenti che ci fu, 'nsomma … Poi, quando tornò a casa, fa la domanda del porto d'armi e gli fu rifiutata, perché era antifascista, capito?

La famiglia Cappelli aveva…

C. La famiglia Cappelli, quando i cortei passavano da casa sua, buttavano giù 'l gagliardetto.

Lì al pozzo…

C. Al pozzo, bravo! Lo chiamavano San Frediano.

Davanti alla casa di Pietro si abbassavano i gagliardetti!

C. S'abbassava 'l gagliardetto! "boscevichi!", dicevano.

E invece Pietro non è mai stato comunista.

C. Mai stato; lui è stato popolare.

Un popolare di don Luigi Sturzo.

C. Si.

U. Ma qui venivano, so' ristati … , una volta, me lo ricordo io: una sera volevano veni', sentivo tonfavano, poi … "comunisti mettetevi a corre', perché sinnò mangerete la polvere", cantavano. Questo successe qui. Picchiavano nel muro con un legno … nel '26-'27 …

C. … allora c'era un masso, un c'era 'l muro come s'è fatto ora, stavano vicino a questo scoglio, avevano 'l lume, la lanterna: a noi ce l'hanno raccontato.

Torniamo a Giocondo. Gli viene rifiutato il porto d'armi per motivi politici: è figlio di Pietro, che è considerato un antifascista e quindi non gli si dà il porto d'armi …

C. Dopo ave' fatto 'l militare, che lui un è stato né 'n carcere, niente, si sentì offeso. Allora andò dal segretario politico, va da lui e dice:"ma guarda, io è 'na settimana … m'hanno rimandato 'n dietro 'l porto d'armi". "Eh!", gli fa: allora la politica aveva una potenza paurosa. Dice: "ci penso io". Va dal maresciallo, parla col maresciallo, 'nsomma l'apertura non gli toccò falla, però poi gli ridiedero 'l porto d'armi: tramite politica. Ora poi, per ditti la potenza politica … andavano al cindiale, - al cindiale ce n'andava pochini, dieci, venti persone -, unica squadra nel paese, un giorno … lì c'è le tradizioni, quando s'arrivava all'utimo giorno, 'l giorno dopo s'andava a cerca' 'l ferito: era 'na scusa per ritornacci un'altra volta. Se c'era un animale ferito bisognana andà' a ricuperallo: si poteva, chiudevano 'n occhio. Vanno a recupera' 'l ferito e n'ammazzano due, du' altri cindiali. Allora si tornava a piedi, col legno ne la spalla. Quando s'arrivava a Femmina morta, ne la cura dove si vede Civitella, si faceva la sparatoria in aria, la scarica e noi ragazzi, di corsa, s'andava a fagli la rincontra, no! Allora, la caccia è chiusa: "come si fa a fa' la scarica?" Allora gli disse questo qui: "voi aspettate qui: io vo a Civitella, parlo col maresciallo", capito!, questo era sempre 'l segretario politico, "se siamo d'accordo, da la gabina, lì, de' Castagneti si spara 'na fucilata, allora voi fate la sparatoria". E così fu.

U. Allora 'n c'era leggi. Quando andavano dal maresciallo, ci andavano questi …

C. Era 'l potere politico che aveva un segretario del partito, era 'na potenza politica. E questo me lo raccontava 'l mi poro babbo, sempre, capito? Poi, sempre più avanti, sempre più avanti, ora siamo arrivati a' giorni di oggi.

Quali erano le cacce tipiche di questi anni?

C. A la lepre, al fagiano; al cinghiale dal primo di novembre

Come avvengono queste cacce?

C. Alla lepre s'adopra i cani, si cerca anche da noi ne' colti dove dorme … ; 'l fagiano si fa col cane da penna, è una caccia diversa. Perché: 'l fagiano pascola 'l giorno, allora 'l cane trova l'animale che sta 'n piedi, lo lavora, 'nsomma, tutta la soddisfazione del cacciatore più di tutti è cacciando col cane: vedi tutti ' movimenti che fa, lo segui, ti dà il doppio soddisfazione. Invece la lepre è una caccia più difficile, una caccia più aristocratica …

Perché più aristocratica?

C. Ecco; perché … te lo spiego. La caccia de la lepre, se una mattina tira un vento di tramontana, te ci hai a porta' quale cane vòi, non sente 'l fiato. Allora c'è de' cani di malizia, vanno a vede' 'n un macchioncino, se c'è, si no per trovalla non si trova … a tramontana. Ma no tramontana: c'è burrasca, c'è de' variazioni di vento, c'è de le variazioni, anche dopo un'ora e l'altra, eh!, mentre te cacci, a un certo punto ' cani restano senza odorato, disorientati, perché non sentano più 'l fiato. 'nvece quando combini quelle giornate bone, prendono 'l filo dal pascolo dove ha pascolato la notte e … vin vin vin … vanno a trovalla là dove è accucciata, capito?

Quindi la nobiltà di questa caccia sta nella sua difficoltà?

C. Si, nella sua difficoltà. Mentre la caccia al fagiano è più facile. I fagiani si spergono a la svelta. La lepre, invece, continua fine …

U. Con due o tre lepri ci si diverte parecchio tempo.

E quindi anche da parte del caciatore, per la caccia alla lepre, ci vuole maggiore perizia!

U. Eh, diamine!

C. Uh!, maggiore … ci vuole più malizia, ci vuole più pazienza …

U. … più competenza …

C. … più tempo, perché te, per scova' una lepre, quando vedi 'l difficile …

… diventa un'arte la caccia alla lepre!

U. Diamine …

C. … a volte entra nel bosco, c'entra ' cani …

Parliamo del tiro alla lepre.

C. C'è difficile e facile …

U. … secondo come viene.

C. Presepio, se sei a la posta, a 'na strada 'n cima a 'n campo, l'aspetti, la vedi che ti viene …

U. … è facile facile, è diretto, poi la lepre viene più calma, meno veloce …

C. … presepio: se va via, fra de le piante, appena si schizza, va via dal pascolo, è difficile, ma parecchietto. Guarda, quando parte dal cane ha 'na velocità …

U. … che fa paura …

C. … e poi e fa di queste [gesto con la mano a zig zag], non va dritta …

U. Allora è più difficile.

C. Mentre se te l'aspetti a la posta, una caccia in mezzo a' boschi, ti viene pe' 'na strada, cosi piano piano …

U. … pallettoni …

C. … basta te sappia calcolagli quando 'l tempo, quando se' lì ti tiro: pum!

Qual è l'ambiente della lepre?

C. La media collina, per natura lei preferisce la media collina.

U. Guarda le nostre zone, qui, so' spettacolose pe' la lepre, ci sta volentieri, so' posti adatti, chilometri pe' la lepre: tutte collinette, c'è 'l bosco, c'è la rogaina dove ci sta volentieri la lepre: 'nsomma, le lepri, qui, ci so' sempre state: è un ambiente naturale.

C. Poi c'è un caso particolare: il bruciato … vengano da chilometri e chilometri di distanza per anda' nel bruciato. Presepio: brucia cento ettari di bosco. Dopo du' anni c'è le lepri così e se a poca distanza c'è una coppia di lepri, vanno a fini' tutte lì. Poi si producano, e poi … proprio gli garba.

Perché proprio il bruciato?

C. Perché 'l bruciato … , la lepre … - ecco che si ritorna al discorso che è nobile - … vole la natura pulita. Nel bruciato le prime erbine che escono nel bruciato, per loro è come se noi si mangia ' maccheroni, Le trovano tenere, trovano tutte le su' buttatine de la sciamera, è la pianticina garba al conigliolo, a la lepre. Allora, nel bruciato, le prime risorse che vengano fuori pe' la lepre so' spettacolose, capito?

Invece, qual è l'ambiente del fagiano?

C. Mah!, l'ambiente del fagiano maggiormente vole fiumi, 'nsomma vicino l'acque.

U. 'n ogni modo 'nche 'l fagiano si adatta volentieri nell'ambiente di prima.

C. Però il fagiano qui è importato, prima 'n c'era per niente; invece la lepre c'era anche a tempo del nonno Pietro. 'l mi poro babbo dice: "'l fagiano è qui solo dopo 'l venti, dopo la guerra del '15-'18, perché ce l'hanno portato". Prima c'era merlo, tordo, colombaccio, lepre: il fagiano è venuto dopo. Ma il fagiano se un ne lanciassero, se stasse dieci anni libero, sparisce la razza. Si difende male un po' da le volpi, poi, come ti spiegavo, s'ammazza meglio, perché lui 'l giorno deve anda' al pascolo. La notte dorme. Sta in una pianta. Il giorno ha bisogno di pascola' ne le stoppie del grano, ne' granturchi, va a cerca' da mangia', cos', poi mangia le more de' roghi, poi questi semugli de gli schiuccioli, ne' campi sodi, abbandonati, glib garbano. Però è obbligato a mangia' di giorno. Allora, di giorno, o lo vede quello, poi 'l cane lo trova meglio …

E il tiro al fagiano?

C. Eh!, 'l tiro al fagiano non è tanto difficile. Tutto dipende … , perché se ci hai 'l cane puntato, quando è fermo, bloccato: 'l fagiano si ferma, te se' lì, sai che ti parte questo …

U. … ti ci prepari bene, è tutto un altro tiro.

In genere è un tiro al volo?

C. Un tiro al volo, un tiro al volo.

Mi ha meravigliato l'immissione recente del fagiano nell'ambiente di caccia di Civitella. Il vostro nonno, Pietro, che animali ha conosciuto?

C. Ha conosciuto la lepre, 'l cindiale e …

U. … poi faceva parecchio a la martora, andava a caccia a la martora: parecchio.

C. Allora le martore … costava cara la pelle. La carne di martora non è bona: adopravano la pelle, addirittura ci hanno comprato un oliveto mi' pori nonni, l'uliveto del gobbo.

A chi vendevano le pelli?

C. C'era i famosi croccoloni, 'l poro Alighiero … , passavano con un cavallino, con un barroccetto, facevano 'l giro da' contadini e compravano le pelli di conigliolo, le pelli di lepre …

U. … polli, ova …

C. … le pelli de la volpe … , le pelli di volpe l'ho vendute anch'io. Con Brunero s'andò a una festa da ballo con una pelle di volpe. Quando ero presidente de la Federcaccia, pe' la pelle di una volpe, - dovevi porta' la coda -, davano trecento lire, la Provincia, capito? E allora io ci avevo un par di code da portagliele … c'era una festa da ballo, al Teatro, giù, passo lì, chiamo Brunero, stava a la Porta Piccina, c'era la su' pora moglie, Ilva, "'ndiamo", gli dissi, "si va a la festa da ballo". E mi fa questa: "O Gesù", disse "un ci ho manco un soldo: dove si va?" [ride] Sicché andai su, dico: "ma come manco un soldo. Allora", dissi, "si fa così", dico, "tanto ci ho du' pelli di volpi io, firmami 'l cosino [la dichiarazione per l'Amministrazione Provinciale], che ti do trecento lire: una pelle la pigli te". Andò là, Ilva, si cambiò tutta, a balla' tutta la notte con Brunero, con trecento lire!

Passiamo alla caccia al cinghiale.

C. Allora prima la caccia al cindiale era più seria in questo senso: c'era la diferenza anche de le bestie, de' cindiali, c'era 'l maremmano puro, che ora 'n c'è più. Allora bisognava caccia' 'n un modo che quando s'andava a la posta, bisognava anda' in punta di piedi, piano piano, piano piano, sempre studiano 'l vento, perché 'l cindiale si salva soltanto con …

… l'olfatto.

C. Ecco. E poi i cani, quelli che dovevano spinge', andavano da la parte opposta. Oggi è diverso. Questa diversità parecchio dipende dal selvaggio, dal cindiale, non so' più come prima. So' stati incrociati co' l'ungheresi, hanno meno paura, si va a le poste, si parla, si mangia, si chiacchiera … I cindiali di prima ci sentivano da due o trecento metri e 'n venivano mica in quella zona lì …

U. … quando avevano avuto 'l sentore …

C. … 'nvece ora vengano lo stesso. E questa è già una diversità da prima a ora. Poi, nel fatto de la squadra, la caccia è bella, è sempre tradizionale, ci si trova tutti 'nsieme, s'ha un orario, 'l giorno si mangia insieme … Ma non è come prima. Prima, presepio, ci si adunava co' la corna, avevano la corna apposta, qui, al collo, 'l capo caccia o sinnò io sonavo sempre le canne del fucile. Aprivo 'l fucile …

U. Quand'eramo pronti …

C. … quella serviva pe' stende' la caccia e per dare l'inizio, il sòno de la corna. Ora 'nvece ci hanno l'aradini …

U. … è tutta diversa la cosa. Una volta s'andava a traccia' in un'intera zona. A volte ci voleva quasi fine 'l mezzogiorno sempre a traccia', allora, eh! Ma allora c'era un cignale, due. Ora, 'n si traccia più, ci s'ha branchi.

Cosa mangiavate durante la caccia al cinghiale?

C. Nel tascapane, tanti salciccioli! Poi si fa il foco e s'arrostisce. Ora addirittura mangiano le bistecche. Allora si portava ' salcicciuoli, si portava 'l buristo: s'ammazzava 'l maiale noi. Questa roba qui. Qualche arancio, qualche mela. Ma 'nsomma, la caratteristica de la riunione, quando siamo al cindiale, tanti salciccioli viene mangiato. E dopo, nel pomeriggio, ci si sposta in un'altra zona, si divide la battuta. Quando s'ammazzava 'l cindiale, noi, tradizione nostra, si gridava "viva Maria". Quello era 'l segnale che 'l cindiale era lì …

U. … che è morto 'l cindiale …

C. … se no uno l'aveva padellato. Se 'n vece moriva, quello faceva: "viva Maria". Ma poi ci si baciava: "bravo, l'hai ammazzato".

Era una festa!

U. Era una festa.

C. Questa è finita.

Tornati i cacciatori al paese, cosa succedeva?

U. Ne l'anni di prima, quando i nostri vecchi … il cignale si sparava, ci si contava, fra canai, quello … , trenta parti, si faceva trenta parti, o venticinque, tutte col pelo, per bene, si cercava di aggiustalle a la meglio. Al tempo de' vecchi, chi ammazzava 'l cindiale, prendeva 'l coscio, come tiro, e era escluso: coscio e l'interiori. Poi, braccali le mettevano da parte, - braccali sarebbero quelli che non avevano 'l fucile -, avanti le prendeva, tutte in terra, le parti, chiamavano, le prendeva ' cacciatori: addirittura le sceglievano. I braccali, quando arrivavano … tre o quattro parti, eran tutte pellanciche. La sera facevano la festa fine mezzanotte, - sempre ne la casa di quello che aveva ammazzato 'l cinghiale, o ne la cantina -, ora ultimamente si faceva già ne le botteghe, ma a tempo del mi poro babbo le facevano 'n casa, ne' le cantine, per ripete' quel che era successo 'l giorno, 'l commento del cane, 'l commento del tiro, 'l commento di dove era stato a mangia' questo cindiale.

C. La caccia del cindiale è bella, bellissima. Io l'ho sempre sentita, l'ho sempre fatta …

Mi sembra di capire che per i cacciatori questo tipo di caccia era un momento di grande amicizia, di coesione, in cui scomparivano magari anche contrasti di natura ideologica, politica, è vero?

U. A quel tempo si.

C. So' peggio oggi, perché hanno diviso le zone.

Vediamo l'ambiente dove vive il cinghiale e la difficoltà del tiro.

C. Il cindiale a' tempi di prima viveva soltanto ne' boschi. Si alimentava di ghianda di leccio, ghianda di farnia, ghianda di querce. Veniva anche a' campi. Però entrava, presepio, in un granturcaio, pigliava una spiga in bocca e andava nel bosco a mangialla, impaurito. Come tiro, è difficile. Il tiro a palla asciutta. Quando presepio c'era pallettoni, ne le quartarole, allora era più facile, facevano una rosa, lo prendi con due in un punto vitale e mòre. La palla è bella da 'na parte, perché se te lo sdrusci questo cindiale co' la palla, guarisce da sé. Il pallettone, quando gli è entrato dentro, gli tocca mori'. Se te lo sdrusci nel collo o in una gamba va all'insoglio: quella è la su' medicina: s'insoglia tutto, fa tutto un blocco di pantano, poi 'l pelo: 'n gli va né insetti, niente e non gli c'entra l'infezione. La palla è più sportiva.

Prima di cominciare il nostro colloquio, Cipriano ha rammentato di aver abbattuto, or non è molto, un grosso cinghiale nei pressi di casa. Una volta, intorno a queste vostre case c'erano giardini. Che effetto ti ha fatto aver abbattuto un cinghiale proprio sotto casa?

C. Brutto. Perché l'animale, quando è qui, non si può difende', mentre nel bosco a corpo, diciamo, 'l cindiale si difende, qui non esce.

Quindi ci sei rimasto male perché il selvatico è arrivato in un ambito, che una volta apparteneva all'uomo, ora all'uomo appartiene molto meno perché è diventato incolto, ma non appartiene neppure al cinghiale, che in questo caso è fuori del suo ambiente naturale.

U. Bravo, bravo. E' così. E poi, anche nei confronti de l'agricoltura si so' sparsi in mezzo all'agricoltura, che fanno più danni … so' per tutti i macchioni. Qui è un ambiente tutto diverso, a noi ci resta quasi … una volta c'erano uliveti, oggi 'nvece c' cinghiali, c'è le spini, c'è di tutto.

torna su